Lorenza Gentile - Le piccole libertà - Teo
Scoprire un'autrice, rimanere colpita dal suo stile ma non dalla storia che racconta mi è capitato un paio di volte e devo dire che questa cosa spiazza un po`. Lorenza Gentile ne è un esempio perfetto.
Lorenza Gentile, "le piccole libertà", Feltrinelli, 2021, 313 pagine
In "le piccole libertà", la protagonista, Oliva, è una giovane donna con un futuro già tracciato: lavoro, marito e figli. Sembra felice, realizzata. Eppure basta un pacco spedito dalla sua zia Vivienne per scombussolare la sua visione della vita e partire alla ricerca di quello che vuole veramente. La zia Vivienne è la ribelle della famiglia, mai accettata perché troppo eccentrica. Sparita nel nulla diversi anni prima, non ha più dato notizie fino all'arrivo del pacco. Oliva si sente irresistibilmente attratta dall'aventura che sa che dovrà affrontare per ritrovare la zia e soprattutto sé stessa.
La storia somiglia a molte altre e si iscrive perfettamente nella movenza dei libri leggeri dove le protagoniste o i protagonisti si ritrovano a un bivio e scelgono di cambiare la loro esistenza. Ogni tanto fa bene tuffarsi in questo tipo di letteratura e apprezzarne le qualità, soprattutto quando si intuisce che sotto l'apparente superficialità si nasconde uno stile di scrittura più che valido.
Purtroppo non sono rimasta incantata dalla storia, era carina ma niente di più. Troppi cliché su Parigi (un personaggio si chiama Victor e si mette sempre un berretto in testa, un cane si chiama Colette, bevono vino a ogni ora e vanno in pellegrinaggio al cimitero Père-Lachaise) e soprattutto: perché le protagoniste di questo genere di libri sono sempre provette pasticciere?
È quindi lo stile di Lorenza Gentile ad avermi conquistata più della storia e ho pensato bene di leggere un altro dei suoi romanzi.
Teo è un bambino di otto anni e vuole incontrare Napoleone. Dopo che sua zia gli ha regalato una sua biografia è rimasto incantato dalla capacità di questo personaggio storico a vincere tutte le sue battaglie. A Teo servirebbe tutta l'esperienza di Napoleone per portare a termine la sua propria battaglia, per vedere di nuovo i suoi genitori uniti e felici.
Teo si scontra con la realtà, con visioni diverse del mondo, della vita e della morte e ne trae la sua piccola esperienza che a otto anni è maldestra e genuina ma terribilmente poetica e commovente.
Lorenza Gentile ha saputo mettere la sua bravura stilistica dentro questa favola molto breve mettendosi nei panni di un bambino e non risultando né ridicola né artificiale. Mi sono affezionata a Teo e alle sue riflessioni, mi veniva voglia di abbracciarlo e consolarlo. Ho sorriso e mi sono emozionata con lui, ho percepito tutta la sua volontà e la sua voglia di vedere i suoi genitori insieme e di ritornare a una vita più facile.
Ancora adesso che ho terminato il libro da un po`sorrido pensando a lui e di questi tempi sorridere è più che mai prezioso!


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