I delitti della Salina / Il complotto dei Calafati - Francesco Abate


Questi primi giorni di agosto sono stati molto tranquilli e praticamente li abbiamo passati a cercare ombra e fresco inesistenti. Ma ci godiamo comunque queste ultime due settimane di vacanze prima della ripresa della scuola. Sarà difficile ritrovare sveglie e orari ma ce la possiamo fare!

Le letture proseguono bene perché siccome mi sveglio abbastanza presto posso accomodarmi fuori sul terrazzo mentre le temperature non sono ancora troppo alte e leggere un'oretta, munita di caffè e biscotti!

Oggi vi presento con molto piacere una serie di libri che mi sta molto a cuore per vari motivi. Il primo è che le storie si svolgono a Cagliari, una città che amo molto ma che purtroppo conosco pochissimo e che scopro con meraviglia grazie alla penna di Francesco Abate. Il secondo è che la protagonista è una giovane donna che potrebbe essere mia figlia. E spiegherò dopo perché.

 

Siamo quindi a Cagliari agli inizi del ventesimo secolo. 




Attraverso gli occhi di Clara Simon, giovane cagliaritana figlia di un ricco armatore purtroppo disperso in Cina, la lettrice e il lettore vivono tutto il fermento della città e le agitazioni sociali. Il sogno della giovane donna è quello di diventare giornalista e quale migliore occasione per diventarlo che quella di partecipare alla redazione dell'"Unione Sarda", giornale basato a Cagliari. Certo la sua appartenenza ad una famiglia ricca e l'influenza di suo nonno le aprono certe porte. Ma è solo un'illusione. Perché Clara Simon è tollerata ma non amata, rispettata ma nei limiti molto ristretti e ignoranti della società dell'epoca. La chiamano "la mezzosangue", "la cinesina" con disprezzo e disgusto, come se essere frutto di un amore tra un ufficiale di marina e una donna cinese fosse contro natura.

Della madre Clara sa pochissimo, è morta mettendola al mondo e il padre, anche lui disperso, non ne ha mai veramente parlato. Il nonno di Clara vuole lasciarsi il passato alle spalle, sconvolto da questo doppio lutto. Ma fa di tutto per crescere la sua unica nipote con la massima libertà e renderla forte e indipendente. Le sue risorse economiche e la sua posizione agiata nella società agevolano Clara ma non la dispensano dalle malelingue e dal disprezzo.

Nel primo volume della serie, Clara è stata relegata alle correzione delle bozze degli articoli dell'"Unione". Ma la sua volontà di diventare giornalista investigativa è intatta e quando Maria Boi, detta Sarrana (la rana in sardo), viene a trovare suo nonno per chiedergli aiuto, sa che è l'occasione per fare il suo mestiere. L'anziana signora svela ai Simon la sparizione misteriosa di tanti bambini poveri cagliaritani che per sopravvivere fanno lavori pesanti e pericolosi al porto. Certo la società non si preoccupa di questi poveri bambini, ultimi degli ultimi. Ma Clara Simon non ci sta e inizia così un'indagine che la porterà nelle viscere della città e nella mente terribile degli esseri umani disposti a tutto per la loro gloria e il loro profitto.

Clara non è sola, ha con sé il suo amico di sempre Ugo Fassberger, giovane di origini svizzere che fa anche lui il giornalista. Ugo ammira Clara ma ritiene anche che la sua propensione a cacciarsi in situazioni pericolose sia alquanto irritante. In questo è perfettamente d'accordo col nuovo arrivato a Cagliari, il giovane ufficiale dei carabinieri Rodolfo Saporito che suo malgrado deve avere a che fare con Clara (ma non è certo indifferente al suo fascino).


Nel secondo volume, Clara è invitata a una raccolta di beneficenza a favore dei calabresi colpiti da un terribile terremoto. La somma racimolata è notevole ma purtroppo viene rubata in un agguato dove perdono la vita i baroni Cabras di Oristano, nuovi arrivati a Cagliari. Nello stesso tempo un noto industriale viene ricattato da una banda di usurai capitanata dal giovane Su Barrosu. Che legame potrebbe esserci tra questi due avvenimenti? Tutto è avvolto in un fitto mistero ma Clara, Ugo e Rodolfo sapranno la verità, a costo purtroppo di tanto dolore, delusioni e violenza.

 

Ho amato profondamente queste due storie. Francesco Abate ha descritto in modo dettagliato e vivace l'atmosfera che si respirava in quei tempi e la popolazione molto più variegata di quello che immaginavo. La presenza di personaggi storici come il sindaco dell'epoca Ottone Bacaredda, il poeta nuorese Sebastiano Satta e il fotografo dialettologo tedesco Max Leopold Wagner, da un valore aggiunto alla storia e la radica profondamente nel tempo, quel periodo detto "Belle Époque" dove la città ha cominciato a fiorire e trasformarsi in un capoluogo ricco e prosperoso.

Clara è una ragazza che da un lato è molto protetta da suo nonno ma nello stesso tempo molto libera dei suoi movimenti e per questo regolarmente addittata come "poco di buono". Non ha amiche tra le ragazze della borghesia e preferisce circondarsi da persone più modeste che capiscono e accolgono con estremo affetto la sua particolarità. Non si fida di nessuno tranne delle persone a lei più vicine e soprattutto di Ugo e Rodolfo. Clara  per certi versi è la classica giovane donna che vorrebbe tanto vivere una storia d'amore ma che sa che potrebbe perdere quella libertà così faticosamente conquistata lasciandosi andare a sentimenti profondi per un uomo. Devo ammettere che su questo aspetto della storia Francesco Abate ha fatto un ottimo lavoro perché riesce a far capire tutto il romanticismo di Clara (e anche di Ugo e Rodolfo) con molta riservatezza e leggerezza come è giusto che sia trattandosi comunque di giovani poco più che ventenni.

Le vicende famigliari dei Simon sono molto intriganti e penso che nei prossimi volumi scopriremo molti altri aspetti della vita di questa famiglia di armatori, il finale de "il complotto dei Calafati" promette bene!

Quindi, perché Clara potrebbe essere mia figlia?

Immaginate due famiglie che non si sarebbero mai dovute incontrare perché vivevano  a migliaia di chilometri di distanza. Immaginate che per ragioni economiche una coppia di giovani sposi lasci la Sardegna e si trasferisca in Svizzera. Immaginate che a causa di una guerra tremenda una coppia di giovani sposi lasci il Vietnam per trasferirsi in Svizzera. Entrambe le famiglie si adattano egregiamente alla vita elvetica, mettono al mondo figlie e figli, lavorano e non tornano più nei loro paesi d'origine. E meno male, perché se no non ci saremmo mai incontrati io e mio marito e non avremmo un figlio e una figlia. Una figlia che ricorda tanto Clara Simon, anche nel carattere, e che purtroppo ogni tanto subisce qualche episodio di razzismo proprio come lei. Sì, nel 2022 c'è ancora gente che si permette di chiamare in maniera dispregiativa "cinesina" mia figlia e "cinese" mio figlio.

Fortunatamente sono episodi rari ma che lasciano un segno profondo e fanno piangere lacrime di rabbia e dispiacere. Proprio come succede a Clara Simon, giorno dopo giorno, nella sua città, dove è nata e cresciuta, la bellissima Cagliari dei primi anni del Novecento, accogliente ma allo stesso tempo ermetica a qualsiasi cambiamento.

 

Grazie a Viviana (andate a vedere il suo blog, è bellissimo!) per l'iniziativa #agostoingiallo su Instagram, mi permette di recuperare un paio di gialli che avevo tanta voglia di leggere!




 



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