Tutto da vivere - Elvira Serra

Prima settimana di scuola passata, abbastanza bene devo dire, tra libri, quaderni e penne da comprare e fogli da compilare non mi sono annoiata. Ma per la prima volta quest'anno non dovrò più sottomettermi alla fastidiosa tortura di foderare i libri. Sapere che non dovrò più consumare chilometri di nastro adesivo e carta è un sollievo incredibile!

Le letture procedono benissimo e oggi ho il piacere di recensire per voi un libro che ho acquistato un anno fa in Sardegna, fidandomi del mio istinto. E infatti, è venuto il suo momento, ha preso il suo tempo ma è arrivato a puntino.

 

Elvira Serra, "Tutto da vivere", Solferino, 2021, 220 pagine


 Il piccolo Leo dorme tranquillo nel suo passeggino. La sua mamma, Agnese, chiacchiera con un'amica, Lorenza, bevono un caffè sul terrazzo di un bar milanese. Lorenza scappa via di corsa, Leo non se ne accorge e continua a dormire. Non si accorge nemmeno quando la sua mamma si avvicina ad una donna che non conosce e scambia due parole con lei. Si chiama Anna. Quando Leo si sveglia, Anna lo guarda con occhi a metà tra il terrorizzato e l'intenerito. Non sa cosa fare, la mamma del piccolo le ha detto che tornava tra una mezz'oretta e invece sono passate più di tre ore. Passati i primi minuti di stupore, Anna si decide ad agire e questo sconvolgerà non solo la sua vita ma anche quella di Agnese e Lorenza.

 Lorenza è una hostess, gira il mondo e si sente libera, fin quando l'amore minaccia di travolgerla. La sua amica Agnese le invidia questa sua libertà, lei che ha sacrificato il suo negozio di fiori in Sardegna per seguire il marito a Milano e subire le umiliazioni della suocera. Anna osserva le due donne chiacchierare, inventa per loro vite meravigliose e indaffarate, lei che considera la sua vita un fallimento. Ma quando Agnese si avvicina capisce che le apparenze nascondono tanta sofferenza.

Questo libro è la storia di donne con percorsi molto diversi e che non avrebbero dovuto incontrarsi. È la storia di ognuna di noi, alle prese con la vita, l'amore, il lavoro e il terrore di non essere all'altezza. Ho trovato veramente toccante questo intreccio di storie raccontato in uno stile scorrevole, semplice e diretto. In poche pagine Elvira Serra riesce a toccare punti sensibili della condizione femminile, a mettere in evidenza le difficoltà che ancora oggi sono legate alla maternità, alla mancanza di ascolto e di aiuto da parte non solo degli uomini ma anche delle altre donne, quelle famigerate che "ce l'hanno fatta" e quelle che non vedono perché cambiare un sistema che sembra dare loro piena soddisfazione.

I personaggi maschili sono molto pochi e rappresentano anche loro diversi tipi di uomini: il narcisista, il maniaco del controllo ma per fortuna anche il saggio e rispettoso. Sono descritti in modo molto realistico senza schiacciarli sotto le loro colpe ma mettendoli davanti ai loro errori.

Le vicende delle une e degli altri sono raccontate a poco a poco, svelando i punti comuni molto intelligentemente e non perdendo mai di vista ogni singolarità e ogni carattere. Non mi sono sentita persa o confusa tra i diversi punti di vista e questo è un pregio non da poco.

Elvira Serra è una giornalista che scrive regolarmente su diversi giornali ma che ha anche pubblicato quattro libri. Avevo letto "l'altra. Storia di un'amante" uscito nel 2014 e che abordava in modo molto lucido il ruolo dell'amante, quella che sta sempre nell'ombra e che si nutre delle briciole che le concede il suo amante, preso dalla sua famiglia e dalle sue bugie.

Mi restano ancora da leggere "le stelle di Capo Gelsomino" e "il vento non lo puoi fermare" per completare la mia esplorazione dei libri di Elvira Serra, non vedo l'ora!


 


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