Acqua di sole - Bianca Rita Cataldi
Non ringrazierò mai abbastanza La Libridinosa, Due lettrici quasi perfette e La biblioteca di Eliza perché con la loro challenge non solo leggo più regolarmente in italiano ma soprattutto scopro titoli davvero interessanti e belli, come quello di cui sto per parlarvi.
Non potrei descrivere meglio "Acqua di sole" se non con l'aggettivo bello. Bello, bello, bello.
Tutti questi "bello" sembrerebbero esagerati ma adesso mi spiegherò meglio, o almeno tenterò di farlo.
Bianca Rita Cataldi, "Acqua di sole", Harper Collins, 2020, 323 pagine (in formato e-book) / 336 pagine (cartaceo)
Bianca Rita Cataldi ci fa entrare in casa Gentile spalancando la porta come se fosse stata sbattuta da una folata di vento. Si sta sfiorando una tragedia. Elisa, la moglie di uno dei fratelli Gentile, sta mettendo al mondo la sua bambina tra sofferenze e grida che lasciano presagire una fine drammatica. Dopo ore di tensione tutto finisce nel migliore dei modi e mamma e figlia stanno bene. A causa della neve, tutta la famiglia è riunita nella casa dei genitori e così il lettore impara a conoscere tutti i membri di questa famiglia di coltivatori di fiori destinati alla profumeria Fiorenza.
I Gentile sono modesti ma vivono bene, parlano perlopiù in dialetto tra loro e la loro casa è piena di voci, chiacchiere e odore di caffè. Abitano quasi tutti insieme, tranne la zia Maria, moglie di Andrea Gentile, che lavora come sarta a Bari e che torna a casa soltanto per il fine settimana.
I Fiorenza hanno una vita molto più agiata di quella dei Gentile e
questa agiatezza si traduce in un comportamento più rigido e
un'attenzione molto più sostenuta alle apparenze. Ma dietro le apparenze
c'è sempre qualcosa che non torna e nella famiglia Fiorenza si tratta
di Betta, la sorella di Adriano e Mauro, una donna che non si piega alle regole e
che viene nascosta dalla famiglia per non creare scandalo o dicerie.
Adriano Fiorenza e Giulio Gentile si incontrano regolarmente per discutere di affari e proprio in quest'occasione Teresa, figlia di Adriano, incontra Michele, figlio di Giulio. I due sono bambini piuttosto solitari eppure diventano quasi subito amici nonostante le loro evidenti differenze di classe sociale. Ma Adriano, troppo contento che sua figlia abbia trovato un amico, non ci fa caso, anzi, si affeziona a Michele e alla sua intelligenza al punto di aiutarlo a farlo entrare nella scuola dove studiano Teresa e la sua cugina Vittoria. Le due famiglie iniziano così a frequentarsi di più e a intrecciare le loro vicende.
La prima cosa bella di questo libro è senza dubbio la scrittura poetica e dolce di Bianca Rita Cataldi. L'autrice ha saputo portare avanti la storia in maniera piacevolmente scorrevole, dando largo spazio a tutti e non perdendosi mai in dettagli. Ho percepito tutto, gli odori, i profumi, i suoni, l'aspetto delle case e dei suoi abitanti.
La seconda cosa bella sono i personaggi. Michele è un bambino molto intelligente di cui tutti vanno fieri in famiglia. La sua riservatezza gli gioca brutti scherzi ma la sua volontà lo porterà a raggiungere traguardi molto difficili e importanti. La sua amicizia con Teresa e Vittoria è meravigliosa e raccontata con una tale poesia e con il suo punto di vista che è difficile non affezionarsi. Teresa, in quanto la più piccola del gruppetto, tende ad essere allontanata ma non rinuncia mai. Vittoria è ombrosa, nasconde tanta rabbia in lei e se la prende spesso con Michele. Il rapporto con suo padre non le giova, Mauro è il rigore incarnato e non vuole che la figlia si allontani troppo dalla strada che le ha riservato.
Le cognate Gentile sono tre donne che vorrei avere per amiche, ognuna col suo carattere e il suo percorso. Maria è forse la più sfortunata ma riesce comunque, grazie al suo lavoro, a trovare la sua autonomia. Margherita è pragmatica, logica e felice, l'ho trovata luminosa e gioiosa e il suo rapporto col marito e con Michele è commovente nella sua semplicità. Elisa è la più bella e la più intelligente ma non suscita invidia e viene apprezzata per le sue qualità (di cui lei non si vanta mai).
La famiglia Fiorenza è stata per me un po` più difficile da apprezzare. Adriano è certamente quello che si nota di più, per la sua gentilezza ma anche per la sua vera e sincera modestia. Tutto il contrario di Mauro che per il momento mi risulta il più antipatico, rigido e rancoroso di tutti. Le cognate Fiorenza sono imprigionate nel loro ruolo di mogli perfette ma anche qui le apparenze ingannano e sotto sotto mi sono affezionata anche a loro perché nonostante qualche scontro Enrica e Lucia si aiutano e sopportano insieme il peso della famiglia.
Le donne escono vincenti da questa storia, dalla prima all'ultima, dalle strepitose nonne Isabella e Ninetta alle piccole Vittoria e Teresa. Tutte sono forti, determinate ad ottenere la loro felicità e il rispetto dagli uomini di casa. Soprattutto Betta, definita difficile e ribelle dai suoi fratelli che non trova nessun posto comodo in questa famiglia così per bene. Mi è piaciuta molto la sua intelligenza e la sua voglia di camminare su un sentiero diverso nonostante le conseguenze. Ma aspetto ancora il seguito per farmi un parere più preciso, di tutti e tutte è la più enigmatica e ci sono tante cose ancora da scoprire su di lei.
La terza cosa bella è l'atmosfera che si respira in questo libro. Niente violenze gratuite, niente drammi superflui, niente storie cupe e torbide. Solo semplicità, luminosità, poesia e vicende semplici ma non per questo ingenue che rispecchiano un tempo, quello degli anni 50, tra il ricordo di una guerra terribile e la speranza di un mondo prosperoso e ottimista.
La Libridinosa ha fatto una recensione bellissima su questo libro, penso che tutte e tutti l'abbiate già letta, ma nel caso contrario andate e recuperarla perché vi darà veramente voglia di incontrare le famiglie Fiorenza e Gentile!
Non vedo l'ora di ricevere il secondo volume che mi sono comprata in cartaceo e che dovrebbe arrivare la settimana prossima!

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