La biblioteca delle ultime possiblità - Freya Sampson
Le librerie e le biblioteche sono sempre stati luoghi ideali dove ambientare i libri. L'atmosfera, a seconda del genere letterario può diventare cupa oppure divertente, i personaggi si incontrano, intrecciano rapporti e tutta la storia ruota intorno agli scafali pieni di libri, all'odore della carta e alle copertine colorate.
Quando le parole "libreria" o "biblioteca" appaiono in un titolo ho sempre la curiosità di conoscere almeno la trama anche se certe volte rimango delusa. In questo caso, "la biblioteca delle ultime possibilità" è stata una mezza delusione per diverse ragioni.
Freya Sampson, "La biblioteca delle ultime possibilità", Mondadori, 2022, 280 pagine
Ma cominciamo dalla storia: June Jones è un'assistente bibliotecaria presso la biblioteca di un piccolo villaggio inglese. Ha sempre vissuto lì e non intende andarsene. Il ricordo di sua madre, morta da alcuni anni, non le dà tregua, a tal punto che non ha mai voluto modificare niente dell'appartamento in cui vive. June non ha ambizioni, ama la biblioteca perché si può nascondere tra i libri. Alcune persone frequentano la biblioteca molto regolarmente e June crea dei legami con il vecchio Stanley, un uomo dall'aspetto distinto e che si accomoda sempre sulla stessa poltrona per leggere il giornale e occasionalmente mandare un email a suo figlio che vive in America. Mrs Bransworth è anch'essa una frequentatrice della biblioteca e la sua passione per le proteste tornerà utile per June. E poi ci sono Vera, Leila, Chantal, Jackson, tante lettrici e lettori che amano questo luogo così importante per un piccolo centro abitato come Chalcot. Ma la biblioteca è in pericolo, il consiglio comunale vuole chiuderla perché costa troppo. Comincia quindi per June un percorso di protesta guidato dall'energica Mrs Bransworth e soprattutto da Stanley, che farà di tutto perché questa chiusura non avvenga.
Il tema delle biblioteche è molto importante per me essendo bibliotecaria e ho letto con molto interesse questa parte della storia. E purtroppo è vero, quando c'è da tagliare fondi, le biblioteche e tutti i servizi cosidetti gratuiti sono sempre le prime vittime. La visione dell'autrice è quindi molto reale e contiene un messaggio necessario: la lettura e la cultura in generale sono proprio le cose che vanno tutelate per prime e non considerarle mai come superflue.
Ma come sempre in questi libri, compare la storia d'amore, la relazione che cambia la vita della protagonista, che non sa di essere bella ovviamente e che, come tutte le protagoniste di questo tipo di storie, legge Jane Austen, beve tè e ha un sogno nel cassetto.
La storia partiva anche bene, era spiritosa il giusto e avrei potuto ignorare tutte le caratteristiche banali di June. Anche i primi dialoghi con Alex, un ex compagno di scuola tornato a Chalcot per aiutare suo padre nel suo ristorante, non erano poi così malvagi, sembravano dirigersi verso un rapporto sincero e onesto, senza segreti o fidanzate nascoste. Ma non è durato molto perché immancabilmente compare un nome di donna sul telefono di lui e June, come tutte le brave protagoniste di romance, non chiede niente e si immagina tutto.
Ho trovato lo stile di Freya Sampson molto televisivo, pronto per essere adattato in sceneggiatura per uno di quei telefilm che passano di pomeriggio. E quindi insipido e abbastanza vago per essere ambientato ovunque. Ci sono stati guizzi di ironia, di tentativi di messaggi forti, ma tutto si è risolto in maniera piatta e ovvia. Niente sorprese quindi.
Non ho mai letto un libro di Jane Austen, e forse è anche un peccato. E questo continuo citare l'autrice in ogni libro romance non mi incita proprio a fare il grande salto. La stessa cosa vale per Shakespeare (di cui però ho letto qualche opera). Mi sembra sempre che i due siano citati in modo artificiale, per far capire quanto siano colti e intelligenti i protagonisti. Invece questi ultimi sono da subito incredibilmente ingenui. June è la classica donna che non sa di essere forte, intelligente, capace. Alex è il tipico bravo ragazzo con la testa sulle spalle, bello e simpatico che tutti amano. Insomma, tutto sguazza nella banalità più assoluta.
Ma per quanto questo libro sia banale, rimane comunque innocuo, non trasmette niente di potenzialmente sbagliato ed è già una grande cosa visto certi titoli che circolano e che mettono in scena relazioni molto più pericolose di quella tra June e Alex facendole passare per romantiche. L'ho trovato divertente, di intrattenimento, ma niente di più.
Morale della favola: devo stare più attenta e non farmi attirare da titoli dove compaiono le parole "libreria" e "biblioteca" !

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